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Engagement rate: la differenza tra “postare” e fare content marketing


Nei bassifondi dei territori delle web agency c’è ancora un quartiere oscuro popolato da quelli che “Faccio aumentare i tuoi fan su Facebook/Instagram”; il cliente poco consapevole potrebbe pensare “Oh! Che figata!”, attratto dalla promessa di un numero che cresce trasudando una presunta popolarità e autorevolezza del brand.

Questa cosa serve? Assolutamente no, se fine a sé stesso.

Vi siete mai chiesti se ha senso avere 100.000 mi piace al vostro canale se solo una piccolissima parte dei vostri fan commenta, condivide o interagisce con i vostri contenuti? Potrete fare gli spacconi la sera al bar davanti a una birra e una ciotola di patatine, dicendo che state scalando la classifica delle pagine con la community più ampia, ma non sarà un grande azzardo scommettere che il vostro fatturato non sarà certo aumentato grazie a questo.

La verità è che la popolarità e l’autorevolezza dell’azienda, la fiducia di cui gode tra il pubblico e, più in generale, la web reputation, si costruiscono giorno dopo giorno pianificando una strategia, delle azioni sinergiche volte a trasmettere determinati valori positivi e quella che viene definita la vision aziendale attraverso la creazione di contenuti reali, variegati e stimolanti.

Sì perché utilizzare una strategia di content marketing vuol dire attrarre, interessare le persone su quello che avete da dire, da proporre o da vendere, ma in un modo non aggressivo e che stimoli la loro curiosità.

Ci sono tanti modi per capire se la vostra agenzia di comunicazione sta svolgendo un buon lavoro, e uno di questi è proprio il calcolo dell’engagement rate.

Cercando di ridurre il numero di paroloni inglesi e tecnici al minimo (che invece piacciono tanto agli onanisti del marketing), stiamo parlando del numero di persone che, raggiunte dai vostri contenuti, sentono la necessità di mettere like, di commentare, di condividere quello che avete pubblicato.

Se ci pensate è una cosa tutt’altro che scontata il fatto che una persona, letto o guardato il vostro contenuto, lasci una reaction, un commento o addirittura condivida il vostro articolo o il vostro prodotto; è indice di un sentimento fortemente positivo verso ciò che state diffondendo; tra l’altro, quell’utente con la sua azione si sta automaticamente tramutando in un veicolo pubblicitario, più o meno consapevole.

Ecco allora che tanto più alta sarà la qualità dei contenuti pianificati, prodotti e pubblicati, maggiore sarà la percentuale di azioni effettuate da parte degli utenti, i quali non faranno altro che aumentare la diffusione e la viralità dei contenuti stessi.

Gli obiettivi che si possono raggiungere sono: aumentare la notorietà del brand, la sua percezione in assoluto o rispetto ai competitor, l’acquisizione di nuovi contatti e potenziali clienti, oppure ancora aumentare la fedeltà di chi già ha scelto di acquistare i vostri prodotti / servizi.

Per concludere, se volete davvero mettere in piedi una strategia che dia risultati concreti e che generi una community attiva, fedele e che vi faccia pubblicità positiva, allora dovete affidarvi a professionisti creativi, competenti, che abbiano le risorse per creare contenuti di tipologie diverse ed efficaci, e che siano in grado poi di misurare l’impatto della strategia, che a un certo punto smetterete di guardare sui report del sito o dei social ma guarderete molto più piacevolmente sui dati delle vendite e dei contratti.





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